Venerdì 20 febbraio, l'auditorium Primo Maggio di Crevalcore ospiterà un evento culturale di spicco: “Un’ultima cosa. Cinque invettive, sette donne e un funerale”, uno spettacolo che vede la giornalista e scrittrice Concita De Gregorio sul palco. Accompagnata dalle suggestive note di Erica Mou, la rappresentazione è un viaggio attraverso le vite di figure femminili emblematiche, offrendo al pubblico una riflessione profonda e, a tratti, ironica sulla condizione umana e sull'eredità che lasciamo. La regia è curata da Teresa Ludovico, mentre la produzione è affidata a Teatri di Bari – Rodrigo.
L'opera di Concita De Gregorio porta in scena un commiato immaginario di cinque donne straordinarie: Dora Maar, Amelia Rosselli, Carol Rama, Vivian Maier e Lisetta Carmi. Queste figure, scelte per la loro singolarità e il loro impatto nel mondo dell'arte e della cultura, prendono la parola per esprimere i loro pensieri più intimi e le loro “invettive” finali. De Gregorio ha condotto un meticoloso lavoro di ricerca, attingendo alle loro parole e opere per ricostruire un lessico autentico che restituisce al pubblico la loro essenza. È un momento in cui, idealmente, queste donne si rivolgono alla platea con un “Ah. Resta da dire un’ultima cosa”, un'occasione per affermare la propria verità senza filtri.
La stessa autrice sottolinea la natura sorprendentemente comica dello spettacolo, nonostante il titolo possa suggerire toni più gravi. L'umorismo nasce proprio dalla ribellione di queste donne che si rifiutano di essere semplicemente ricordate attraverso le interpretazioni altrui. Chiedono un ultimo spazio per esprimersi, per dire ciò che non è stato detto, sfruttando la libertà che deriva dal non avere più nulla da perdere. Questa cornice, che simula un funerale, diventa un pretesto per una celebrazione della vita e dell'individualità, un confronto diretto e onesto con il pubblico.
Il tessuto sonoro dello spettacolo è intessuto dalla voce e dalla musica di Erica Mou, cantautrice pugliese che, con i suoi canti, ninne nanne e controcanti eseguiti dal vivo, crea un dialogo armonico con la parola scritta. La sua performance non è un semplice accompagnamento, ma una vera e propria compenetrazione con la narrazione, arricchendola di sfumature ancestrali e contemporanee. Il suggestivo spazio scenico, ideato da Vincent Longuemare, con le sue geometrie luminose, amplifica questa atmosfera sospesa, invitando alla riflessione e all'immersione emotiva.
Il connubio tra la narrazione incisiva di Concita De Gregorio e l'espressività musicale di Erica Mou genera un'esperienza teatrale unica. Le melodie di Mou, che spaziano tra diverse lingue e registri, commentano e arricchiscono le parole delle protagoniste, agendo come una sorta di coro che rappresenta l'origine stessa di ogni cosa. Questa fusione artistica rende lo spettacolo non solo un omaggio a figure femminili del passato, ma anche un momento di profonda introspezione e di gioiosa riscoperta della forza della voce femminile.
In sintesi, l'evento a Crevalcore si configura come un appuntamento imperdibile per gli amanti del teatro e della cultura. Attraverso le “invettive” e i racconti delle cinque donne, Concita De Gregorio e Erica Mou offrono al pubblico un'occasione per confrontarsi con temi universali quali l'identità, il ricordo e la libertà di espressione, il tutto con un tocco di leggerezza e profonda umanità.