L'Epopea Inedita dei Florio: La Nascita di una Dinastia Siciliana

Instructions

Questo articolo esplora il nuovo romanzo di Stefania Auci, 'L'alba dei Leoni', che conclude la saga della famiglia Florio. Viene approfondito il periodo meno conosciuto delle origini della famiglia, partendo dalla Calabria del Settecento fino al loro insediamento in Sicilia. L'autrice, attraverso interviste e analisi, svela i dettagli della ricerca storica, le ispirazioni e le tematiche affrontate nel libro, tra cui la resilienza, l'ambizione e il ruolo delle donne in una società patriarcale.

Scopri l'inizio di una leggenda: il viaggio avvincente dei Florio

Le radici profonde dei Florio: un viaggio nel tempo e nella storia familiare

Abbiamo seguito l'irresistibile ascesa dei Florio, il loro splendore sociale e il successivo declino, ma ciò che mancava era la storia delle loro umili origini. Con il suo ultimo capolavoro, 'L'alba dei Leoni', Stefania Auci completa la saga dei Florio, rivelando i capitoli iniziali della dinastia. Dopo 'I Leoni di Sicilia' del 2019 e 'L'inverno dei Leoni' due anni dopo, Auci scava nel passato per svelare come tutto è iniziato, offrendo una prospettiva inedita sulla nascita di uno dei miti più affascinanti del Sud Italia.

La voce dell'autrice: frammenti inespressi e il richiamo del racconto

«Sentivo ancora dentro di me frammenti inespressi, storie non raccontate che mi chiamavano, e il bisogno di narrare ancora», confida l'autrice, originaria di Trapani e ora residente a Palermo. Questo desiderio l'ha spinta a esplorare gli anni più remoti della celebre famiglia, per portare alla luce le vicende che hanno preceduto il loro insediamento in Sicilia e la costruzione del loro impero.

Bagnara Calabra: dove tutto ebbe inizio nel 1772

La narrazione prende il via nel 1772 a Bagnara Calabra, un borgo pittoresco tra l'Aspromonte e il Tirreno, dove la vita era scandita da un'economia artigianale. Qui, la famiglia Florio – Vincenzo, maniscalco, e Rosa, dedita alla crescita dei loro sei figli – viveva una quotidianità basata sull'orgoglio del lavoro e del nome. Il destino, però, riserva loro dure prove: la fuga del secondogenito Francesco, un animo ribelle rapito dai briganti, e il terremoto che devasta il paese, distruggendo case e speranze. Questi eventi drammatici spingono la famiglia a cercare un futuro migliore, oltre lo Stretto.

L'approdo a Palermo: un nuovo inizio per Paolo e Ignazio Florio

Nel 1799, i fratelli Paolo e Ignazio Florio giungono a Palermo. Nonostante l'incertezza del loro destino, sono determinati a farsi strada nel nuovo mondo. Hanno superato l'autorità paterna, affrontato il dolore per le perdite e la distruzione causata dal terremoto. Queste esperienze li hanno forgiati, preparandoli a diventare, come simboleggiato dallo stemma di famiglia, i "Leoni di Sicilia", pronti a imporsi con forza e ambizione.

Un capitolo più ruvido: le sfide iniziali dei Florio

Il nuovo volume della saga Florio affronta un'epoca meno sfarzosa rispetto ai precedenti romanzi. L'autrice descrive un contesto più difficile, quello della Calabria del Settecento, dove fabbri e artigiani vivevano in condizioni aspre. Bagnara, seppur attiva commercialmente grazie all'abilità delle donne con sete e velluti, fu completamente annientata dal terremoto del 1783, spazzando via una struttura sociale già fragile.

La migrazione dei Florio in Sicilia: una decisione forzata dal destino

La decisione dei fratelli Florio di trasferirsi in Sicilia è il risultato di questa catastrofe. Il romanzo inizia con la nascita di Paolo, che, insieme al fratello Ignazio, è costretto a maturare precocemente. La morte della madre Rosa e il successivo matrimonio del padre con Giovanna, una figura fredda e distante, portano alla disgregazione familiare, costringendoli a intraprendere un nuovo percorso.

L'ascesa dell'impero Florio: ambizione, intuito e un pizzico di fortuna

Stefania Auci spiega che l'ascesa dei Florio non fu un miracolo, ma il frutto di «volontà, fatica, ambizione, intuito commerciale e – lo ripeto sempre – un pizzico di fortuna». La loro capacità di riconoscere e sfruttare ogni opportunità fu fondamentale per costruire il loro impero. Questo dimostra come, anche senza istruzione formale, la determinazione e l'acume possano portare al successo.

Le fonti storiche e l'immersione nei luoghi narrati

Per la sua ricerca, Stefania Auci si è basata su archivi storici, nonostante molte documentazioni siano andate perdute a causa dei terremoti. Ha attinto agli studi di Orazio Cancila e alla Storia di Bagnara Calabra del canonico Antonino Gioffré. Inoltre, l'autrice ha visitato personalmente i luoghi descritti nel romanzo, per una maggiore comprensione del contesto e dell'atmosfera.

Il paesaggio e le sue influenze: la percezione fisica e i traumi collettivi

La visita ai luoghi ha permesso ad Auci di comprendere come la geografia abbia plasmato le personalità e la società. Ha notato una rimozione collettiva del trauma del terremoto, che ha generato un senso di colpa nei sopravvissuti, un aspetto emotivo che l'autrice ha voluto rispettare e integrare nella narrazione.

Tra realtà e invenzione: il rapimento di Francesco e le figure femminili

Il rapimento di Francesco da parte dei briganti, sebbene un'invenzione narrativa, è ispirato a testimonianze del primo Ottocento sulla forte presenza di briganti nell'area, spesso capeggiati da donne. Questo dettaglio sottolinea come, in contesti marginali, le donne potessero godere di una parità talvolta maggiore rispetto alle città. L'autrice ha colmato le lacune storiche con l'immaginazione, mantenendo sempre un profondo rispetto per le vite reali narrate.

Paolo, il fondatore: ritratto di un carattere forgiato dalle avversità

Stefania Auci ha trovato stimolante rielaborare il personaggio di Paolo, il fondatore, in gioventù. Questo le ha permesso di esplorare le ragioni del suo carattere difficile, modellato da un'infanzia e adolescenza segnate da prove dure. Queste esperienze profonde hanno plasmato la sua personalità, lasciando tracce indelebili che ne hanno definito il percorso.

Le donne Florio: forza e resilienza in un mondo maschile

Nel romanzo, le protagoniste femminili sono numerose e complesse. L'autrice si è impegnata a non idealizzarle, mostrandole immerse in un contesto chiuso, dominato dal potere economico maschile. Si è concentrata sullo «sguardo degli uomini sul corpo delle donne», spesso generatore di giudizi di valore o disvalore. Un esempio è Giovanna, la seconda moglie di Vincenzo, che, nonostante un'indole libera, viene schiacciata dalle rigide strutture sociali e dalla mentalità dell'epoca, dove la mancata procreazione la rendeva "merce fallata".

Petronilla: coraggio e visione moderna dell'amore

Tra i personaggi femminili, Petronilla, moglie di Francesco, emerge per la sua personalità affine all'autrice: coraggiosa, risoluta e con una visione moderna dell'amore. Salvata dal marito dai briganti, incarna la forza e l'indipendenza in un'epoca di profonde restrizioni per le donne.

La solidarietà femminile e la logica patriarcale

Il rapporto di sorellanza tra le donne Florio è rappresentato come plausibile, dato che le relazioni economiche e affettive tra loro erano fondamentali per mantenere unita la famiglia. La violenza della logica patriarcale, vissuta all'epoca come normale dinamica familiare, è un tema centrale nel racconto. L'autrice riflette su come solo negli ultimi vent'anni le donne abbiano iniziato a riconoscerla e a sfidarla.

L'amore e il matrimonio: oltre la passione, la resilienza

Il matrimonio tra Giuseppina e Paolo, pur non essendo basato sulla passione, riflette la realtà dell'epoca. Auci sottolinea che questa non è una storia sentimentale, ma familiare, dove l'amore si manifesta attraverso la pazienza e la resilienza, come nel caso di Giulia, o la disillusione, come in Franca, forgiata dai tradimenti. Ciò evidenzia la complessità delle relazioni all'interno della saga.

Dalla narrativa rosa all'insegnamento: un percorso di crescita

L'autrice non nasconde il suo passato nella narrativa rosa, considerandola una "palestra fondamentale" che le ha insegnato ritmo, struttura e disciplina narrativa. Dal suo lavoro di insegnante di sostegno, ha imparato la pazienza e una maggiore attenzione verso le persone, capacità che l'hanno aiutata a mettere ordine nel caos della vita e della scrittura.

La Sicilia di oggi: un'opinione sul Ponte sullo Stretto

Riflettendo sulla realtà contemporanea, Stefania Auci, da siciliana, esprime una chiara opinione sul Ponte sullo Stretto, definendolo «un'opera inutile e pericolosa». La sua posizione è motivata dalla storia sismica dell'area, attraversata da faglie importanti, che rende il progetto inadeguato e rischioso.

READ MORE

Recommend

All