“Gomorra – Le Origini” si presenta come un’immersione profonda nel passato di uno dei più noti racconti criminali contemporanei. Con la regia artistica di Marco D’Amore, questa nuova produzione di sei episodi, che debutterà su Sky e NOW il 9 gennaio, si propone di svelare le radici e le trasformazioni della Napoli degli anni ’70. L’obiettivo è quello di fornire una comprensione più completa delle dinamiche che hanno portato alla formazione dell’impero criminale di Pietro Savastano, ripercorrendo la giovinezza dei protagonisti e il contesto storico-sociale che ha plasmato le loro esistenze. Non è solo un’indagine sulla criminalità, ma anche un affresco dell’epoca, un viaggio emotivo che mira a illuminare le motivazioni e le scelte dei personaggi, anche quelli più oscuri e complessi.
La narrazione inizia nel 1977, quando Pietro Savastano è solo un adolescente. La serie si propone di mostrare il percorso che lo ha condotto a diventare un potente signore del crimine, ripercorrendo le tappe cruciali della sua formazione. Oltre a un giovane Pietro, interpretato da Luca Lubrano, il pubblico incontrerà versioni più giovani di altri personaggi iconici come Imma (Tullia Venezia) e Scianel (Fabiola Balestriere), la cui complicità e ribellione alla violenza domestica emergono come elementi centrali. La produzione, frutto della collaborazione tra Sky Studios e Cattleya, è un’opera imponente che ha richiesto l’impiego di oltre 5000 comparse in abiti d’epoca, 300 veicoli storici e 70 location trasformate per evocare la Napoli di allora, una città divisa tra la miseria e l’emergente modernità.
Marco D’Amore, figura chiave nell’universo di Gomorra sia come attore che come regista, ha rivestito un ruolo fondamentale nella realizzazione di “Le Origini”. Le sue precedenti esperienze registiche, come “L’Immortale”, “Napoli magica” e “Caracas”, hanno dimostrato una profonda sensibilità per il passato e per le sue connessioni con il presente. D’Amore ha rivelato che l’idea di un prequel è nata dalla lettura di appunti di Maddalena Ravagli e Leonardo Fasoli, che gli hanno fatto comprendere l’opportunità di esplorare la memoria storica di Napoli e dei suoi personaggi. La serie, quindi, si propone come un viaggio nella memoria collettiva, un’occasione per riflettere sul “come eravamo” e su come il passato abbia influenzato il presente.
L’importanza di raccontare la Napoli di fine anni ’70 risiede nel suo essere un periodo di transizione. La città, reduce dall’epidemia di colera e ignara del terremoto imminente, si trovava in un crocevia di cambiamenti sociali e politici. Si mescolavano una piccola borghesia in cerca di affermazione e strati sociali relegati in condizioni di povertà, ma uniti da una forte solidarietà. La serie esplora l’emergere di nuovi fenomeni sociali, come il movimento studentesco, le rivolte politiche e l’arrivo della droga, oltre alle istanze femminili che iniziavano a farsi strada. D’Amore sottolinea che la narrazione, pur non essendo assolutoria, offre uno sguardo complesso e sfaccettato su un’epoca in fermento.
“Gomorra – Le Origini” si distingue dalle precedenti stagioni per la sua diversa prospettiva. Mentre “Gomorra” si concentrava sulla lotta per il potere, il prequel esplora i sogni e le risate dei giovani protagonisti. Anche il personaggio di Angelo ‘A Sirena, mentore del giovane Pietro, è un riflesso del suo tempo, portatore di valori che vanno oltre la mera guerra per il potere, pur sapendola combattere. La serie introduce anche un nuovo tipo di criminale, ‘O Paisano, ispirato a Raffaele Cutolo. Un’altra differenza significativa riguarda i toni e i colori della narrazione. Se la serie originale era caratterizzata da un grigiore diffuso, “Le Origini” introduce una maggiore varietà cromatica, riflettendo la diversità dei mondi e dei valori dell’epoca. La colonna sonora, anch’essa rinnovata, con un tema musicale centrale composto da D’Amore stesso, sottolinea l’intenso coinvolgimento dell’artista nel progetto.
La narrazione è un affresco storico e sociale che, attraverso le vicende dei personaggi, dipinge un quadro vivido di un’epoca di grandi trasformazioni. Le sei puntate di “Gomorra – Le Origini” non solo intrattengono, ma invitano alla riflessione sulle origini del male e sulla complessa interazione tra individui e il loro ambiente. La serie si rivela un’occasione preziosa per esplorare le radici profonde di un fenomeno sociale, evidenziando come le scelte individuali e il contesto storico possano forgiare il destino di un’intera comunità.