L'epilessia, una condizione neurologica che colpisce anche i nostri amici a quattro zampe, è caratterizzata da episodi improvvisi e transitori di disfunzione cerebrale. Questa patologia si manifesta attraverso crisi convulsive, risultanti da un'attività elettrica anomala e incontrollata dei neuroni nella corteccia cerebrale. Comprendere le cause, i sintomi e le opzioni di trattamento è fondamentale per garantire una migliore qualità di vita agli animali affetti. Le crisi possono variare in intensità e durata, e la loro corretta identificazione è il primo passo verso una gestione efficace.
Le crisi epilettiche rappresentano un disturbo neurologico diffuso tra cani e gatti, originato da un'attivazione neuronale eccessiva e disordinata a livello corticale. Normalmente, il cervello mantiene un equilibrio delicato tra eccitazione e inibizione neuronale, mediato da neurotrasmettitori, elettroliti e un'adeguata ossigenazione. Quando questo equilibrio viene alterato, le cellule nervose possono scaricare impulsi elettrici in modo sincronizzato e incontrollato, dando origine a una crisi. Queste manifestazioni possono essere il segnale di condizioni sottostanti più o meno gravi, che richiedono un'attenta valutazione diagnostica.
La varietà delle manifestazioni cliniche rende difficile una descrizione univoca dei sintomi, ma è possibile classificarle in due categorie principali: focali e generalizzate. Le crisi focali coinvolgono un'area specifica del cervello e si manifestano con sintomi lateralizzati, come movimenti ritmici di un arto o dei muscoli facciali, talvolta accompagnati da ipersalivazione. Le crisi generalizzate, invece, interessano entrambi gli emisferi cerebrali e sono caratterizzate da perdita di coscienza, contrazioni muscolari tonico-cloniche, movimenti di pedalamento, dilatazione pupillare e, occasionalmente, perdita di urine e feci.
Un episodio generalizzato si articola in diverse fasi: la fase prodromica, che precede l'attacco di ore o giorni con cambiamenti comportamentali; l'aura, che anticipa la crisi di secondi o minuti, percepita dal proprietario come un'agitazione insolita; la fase ictale, la crisi convulsiva vera e propria, solitamente auto-limitante e della durata di 30 secondi a 3 minuti; e la fase post-ictale, un periodo di comportamento anomalo che può durare ore o giorni, con disorientamento, atassia, deficit propriocettivi, cecità e aumento dell'appetito. Crisi che superano i 5 minuti o si ripetono in rapida successione senza recupero intermedio sono considerate stato epilettico, un'emergenza medica che richiede intervento immediato per prevenire danni neurologici permanenti.
Le cause delle crisi epilettiche sono molteplici e possono essere raggruppate in cause extracraniche, che alterano la composizione ematica e influenzano la funzione cerebrale (es. ipoglicemia, encefalopatia epatica, tossine), e cause intracraniche, che includono alterazioni strutturali o funzionali del cervello. L'epilessia strutturale può essere diagnosticata tramite risonanza magnetica e analisi del liquido cefalorachidiano, e può derivare da problemi vascolari, infiammazioni, traumi, anomalie congenite o neoplasie. L'epilessia idiopatica o funzionale, invece, non ha una causa specifica identificabile ma altera l'ambiente neuronale, ed è spesso di origine genetica, comune in razze come Border Collie, Labrador Retriever e Pastore Tedesco.
La diagnosi di epilessia può essere complessa, poiché le crisi avvengono spesso in ambiente domestico. Il processo diagnostico si basa su un'accurata anamnesi da parte del proprietario, una visita clinica generale e neurologica approfondita, e esami di laboratorio come esami del sangue e delle urine, oltre a screening per patologie infettive. Successivamente, esami avanzati come la risonanza magnetica sono cruciali per escludere cause strutturali. Durante un episodio, è essenziale mantenere la calma, osservare attentamente i sintomi e la durata, e annotare ogni dettaglio per il veterinario. È inoltre consigliabile allontanare altri animali per evitare reazioni impreviste.
Dopo una crisi, è fondamentale contattare il medico veterinario. Un video dell'animale durante l'evento può essere di grande aiuto per la diagnosi. Esistono farmaci, come il diazepam, somministrabili dal proprietario su prescrizione veterinaria per bloccare una crisi in atto, ma non costituiscono una terapia a lungo termine. La diagnosi precisa permette di impostare una terapia specifica per la causa sottostante o una terapia antiepilettica per il controllo a lungo termine delle crisi. È cruciale ricordare che crisi a grappolo (cluster) o stati epilettici che durano più di 5 minuti sono emergenze che richiedono l'intervento immediato di una struttura veterinaria per prevenire gravi complicanze.
La gestione dell'epilessia richiede un approccio multidisciplinare e una stretta collaborazione tra proprietario e veterinario per monitorare la frequenza e la gravità delle crisi, aggiustare la terapia e migliorare la qualità di vita dell'animale. L'educazione del proprietario sui primi soccorsi e sulla gestione quotidiana è fondamentale per affrontare al meglio questa condizione cronica. La comprensione delle varie fasi e delle potenziali complicanze permette di agire prontamente, riducendo l'impatto delle crisi e garantendo il benessere del proprio compagno animale.