La coprofagia, ovvero l'abitudine dei cani di ingerire le proprie feci o quelle di altri animali, è un comportamento che suscita spesso preoccupazione nei proprietari. Sebbene in alcuni casi sia una manifestazione naturale legata all'istinto o all'apprendimento, può anche indicare problemi di salute, nutrizionali o comportamentali. Comprendere le cause alla base di questa pratica è fondamentale per adottare le strategie correttive più adeguate, salvaguardando la salute dell'animale e l'igiene domestica. Questo articolo si propone di esplorare le molteplici ragioni della coprofagia canina e di offrire soluzioni pratiche per gestirla efficacemente.
Le Molteplici Origini della Coprofagia Canina
L'ingestione di feci da parte dei cani è un fenomeno complesso con radici sia naturali che anomale. Tra le motivazioni comuni vi è l'istinto materno, che porta le femmine ad ingerire gli escrementi dei cuccioli per mantenere pulito l'ambiente. I giovani cani possono anche apprendere questo comportamento osservando la madre. Inoltre, i lupi, antenati dei cani, mangiavano feci fresche per eliminare parassiti intestinali non ancora infettivi, un tratto che può persistere nei cani domestici. Alcuni cani sono attratti dal sapore e dalla consistenza delle feci di altri animali, trovandole interessanti come fonte di informazioni. Tuttavia, la coprofagia può anche essere un segnale di disagio o di problematiche più serie. Tra i motivi anomali si annoverano la ricerca di attenzione, problemi di salute come parassiti intestinali o carenze nutrizionali, stati d'ansia dovuti a confinamento o separazione, noia per mancanza di stimoli, fame eccessiva o denutrizione, e la paura di essere puniti per aver defecato in luoghi inappropriati. È cruciale distinguere tra queste cause per intervenire in modo mirato.
Approfondendo le cause, le femmine di cane che allattano tendono a ingerire le feci dei cuccioli per mantenere l'area della cuccia igienizzata, un comportamento che i cuccioli possono emulare crescendo. L'eredità genetica gioca un ruolo, con i lupi che si cibano di feci fresche per prevenire la proliferazione di parassiti, un istinto che può manifestarsi anche nei cani domestici. Un'indagine del 2018 su un vasto campione di cani ha rivelato una predilezione per le feci di recente emissione. La curiosità e l'attrazione verso gli odori e i sapori degli escrementi di altri animali possono spingere i cani a indagare e consumare tali materie. Sul fronte dei comportamenti anomali, un cane che improvvisamente inizia a praticare la coprofagia potrebbe soffrire di disturbi intestinali, epatici o neurologici, o presentare carenze nutritive, spesso accompagnati da sintomi come calo ponderale, letargia, irritabilità, vomito o diarrea. L'ansia, sia da confinamento che da separazione, e la noia causata da scarsa attività fisica, sono anch'esse fattori scatenanti. Infine, la paura della punizione può indurre un cane a ingerire le proprie feci per nascondere le "prove", evidenziando l'importanza di un addestramento basato sul rinforzo positivo piuttosto che sulla coercizione.
Strategie Efficaci per Contrastare la Coprofagia
Per affrontare la coprofagia canina, è fondamentale adottare un approccio personalizzato che tenga conto della causa specifica del comportamento. Se il problema è legato alla lettiera del gatto, posizionarla in un'area inaccessibile al cane o utilizzare integratori alimentari che rendano le feci del gatto sgradevoli possono essere soluzioni efficaci. Nel caso dei cuccioli, l'addestramento basato sul rinforzo positivo è cruciale: lodare e premiare il cucciolo subito dopo la defecazione e rimuovere rapidamente le feci previene l'ingestione. Per i cani che manifestano coprofagia a causa di ansia o noia, è importante fornire un ambiente più stimolante, con giochi interattivi e maggiore attività fisica. Nei casi di ansia da separazione, il coinvolgimento di un addestratore comportamentista può essere determinante. Se la coprofagia è una reazione alla paura della punizione, è essenziale eliminare qualsiasi forma di castigo e adottare esclusivamente metodi di rinforzo positivo, elogiando il cane quando non ingerisce le feci. Anche l'uso di integratori che alterano il sapore delle feci può aiutare in questi contesti, insieme a un'alimentazione bilanciata che eviti periodi prolungati di digiuno. È importante evitare di arrabbiarsi o punire il cane, poiché ciò può peggiorare il problema e creare ulteriori difficoltà comportamentali.
Per i cani che ingeriscono le feci del gatto, la soluzione più pratica consiste nel posizionare la lettiera in un luogo irraggiungibile per il cane, magari tramite un cancelletto o un posizionamento elevato, e assicurarsi una pulizia frequente. Si possono anche impiegare integratori alimentari specifici per gatti che rendano le loro feci meno appetibili per i cani. Con i cuccioli, è essenziale supervisionarli durante la defecazione, gratificarli immediatamente con un premio e rimuovere velocemente gli escrementi per evitare l'ingestione. Per i cani che soffrono di ansia o noia, aumentare l'attività fisica, fornire giochi intelligenti e, se necessario, ampliare lo spazio a loro disposizione può essere di grande aiuto. Se la coprofagia deriva dall'ansia da separazione, il supporto di un professionista del comportamento canino può offrire strategie mirate. Quando la paura della punizione è la radice del problema, è imperativo cessare ogni forma di castigo. Al contrario, si deve lodare e ricompensare il cane per aver defecato correttamente senza toccare le feci. In questi scenari, la pazienza e la costanza nel rinforzo positivo sono fondamentali. In tutti i casi, è utile dotarsi di strumenti come premi alimentari, guinzagli per il controllo, sacchetti igienici per la raccolta immediata, museruole traspiranti e clicker per l'addestramento. Gli integratori specifici per la coprofagia, sia per cani che per gatti, possono modificare il sapore delle feci. Infine, una dieta adeguata e l'assenza di lunghi periodi di digiuno sono essenziali per prevenire la coprofagia legata a carenze nutrizionali o fame.