Un Viaggio Emozionale Attraverso la Moda: Quando i Costumi Narrano l'Anima dei Personaggi
La Visione Rivoluzionaria Dietro gli Abiti di "Cime Tempestose"
L'imminente uscita di "Cime Tempestose" nelle sale, prevista per San Valentino, è stata anticipata da un tour promozionale di grande risonanza e, al contempo, da numerose critiche riguardo la fedeltà all'opera letteraria. Tuttavia, per la regista e sceneggiatrice Emerald Fennell, l'accuratezza storica non era la priorità principale. Questa scelta si manifesta in modo evidente nei costumi, che si discostano radicalmente dalle ambientazioni gotiche evocate da Emily Brontë, per immergersi profondamente nel carattere dei personaggi e imprimersi nella memoria del pubblico.
Jacqueline Durran: La Maestra del Costume con una Visione Audace
Già le prime immagini dal set avevano suscitato perplessità tra gli estimatori della letteratura inglese, che notavano silhouette anacronistiche, colori vivaci e tessuti sontuosi, apparentemente in contrasto con l'immagine di una giovane cresciuta nelle brughiere dello Yorkshire. Eppure, dietro queste scelte c'è la mente di Jacqueline Durran, una delle costumiste più acclamate e premiate a livello mondiale. Durran, nota per il suo lavoro in "Anna Karenina", "Orgoglio e Pregiudizio" ed "Espiazione", ha saputo creare alcuni degli abiti più iconici del cinema contemporaneo, tra cui il celebre vestito verde indossato da Keira Knightley in "Espiazione".
L'ispirazione Eclettica: Da Mugler alle Pin-Up Anni Cinquanta
La regista ha rivelato che la collaborazione con Durran ha avuto inizio con l'analisi di centinaia di immagini, alla ricerca di elementi ricorrenti in termini di forme, texture e dettagli capaci di evocare l'essenza dei personaggi. Le ispirazioni sono state molteplici e disparate, spaziando dai design di Mugler alle icone pin-up degli anni Cinquanta, dimostrando un distacco consapevole dal rigore storico del romanzo. Queste scelte hanno dato vita a look che hanno generato ampio dibattito, ciascuno con una precisa motivazione artistica.
Il Corsetto "da Birraia" di Cathy: Un Simbolo di Rottura
Nel film, la storia di "Cime Tempestose", originariamente ambientata nelle campagne dello Yorkshire alla fine del Settecento, prende una piega inaspettata. In contrasto con gli abiti tipicamente scuri e sobri dell'epoca e del contesto, la Cathy adulta, interpretata da Margot Robbie, appare in una scena iniziale con un'ampia gonna a quadri e un vivace corsetto rosso. Questa scelta stilistica, che evoca più la Germania che l'Inghilterra, è frutto della volontà della costumista di fondere riferimenti storici con elementi più attuali e riconoscibili dal pubblico. L'intero film è concepito come un'esperienza onirica, un'eco delle prime impressioni che la regista ebbe leggendo il romanzo da adolescente.
L'Abito in "Lattice" e il Rosso Primordiale di Catherine
La regista ha esplicitamente dichiarato l'intento di suscitare una reazione viscerale nel pubblico, creando una versione stilizzata del romanzo in cui costumi e scenografie assumono un profondo valore simbolico. Catherine è spesso vestita di rosso, un colore che incarna la vita, il sangue e la passione, una tonalità primaria, assoluta e imponente, proprio come la sua personalità travolgente. In una scena cruciale, quando si ricongiunge con Heathcliff, Catherine indossa una gonna dall'aspetto lucido e simile al lattice. Durran ha precisato a Vogue che non si tratta di vero lattice, bensì di un tessuto sintetico e plastificato, scelto per armonizzarsi con i pavimenti rosso sangue della sua dimora.
L'Abito da Sposa: Tra Romanticismo Imperiale e Fascino Anni Cinquanta
Le immagini di Margot Robbie nel suo abito da sposa, diffuse mesi prima dell'uscita del film, hanno già fatto discutere ampiamente sui social network. La silhouette, giudicata troppo moderna per l'epoca del romanzo, sembra richiamare l'eleganza della Principessa Sissi o l'esuberanza di una sposa di fine anni '80. In realtà, l'abito è un sapiente mix di ispirazioni vittoriane tardo-ottocentesche e suggestioni dall'abbigliamento da sera degli anni '50. L'effetto sullo schermo è, tuttavia, straordinariamente suggestivo.
La Camicia da Notte "Barbie": Un Dono Simbolico
Margot Robbie, che oltre a essere l'attrice principale è anche produttrice del film, sfoggia numerosi cambi d'abito. Tra questi, una camicia da notte indossata durante la prima notte di nozze ha particolarmente colpito il pubblico, nonostante appaia per pochi istanti. Il tessuto trasparente e quasi plastico, insieme a un vistoso fiocco, richiama immediatamente l'estetica "Barbie" tanto cara all'attrice. Sulla moodboard di Jacqueline Durran erano presenti riferimenti ai design di Mugler di fine anni '90 e alle pin-up degli anni '50. Questo capo, dal taglio inequivocabilmente contemporaneo, assume un significato profondamente simbolico: Cathy si presenta come un "dono" al marito, offrendosi a lui, pur senza amore, in cerca di quella stabilità che le è sempre mancata.
I Gioielli Chanel: Un Tocco di Autentica Opulenza
La costumista ha ammesso che le scelte stilistiche del film si muovono al di là delle rigide cronologie. Gli abiti di Cathy sono caratterizzati da volumi generosi, concepiti per assicurarle sempre un posto di rilievo sulla scena, e traggono ispirazione dai melodrammi degli anni Cinquanta. La sua figura è quella di una "diva senza pubblico", il che spiega la costante aura di opulenza che la circonda. Molti dei gioielli indossati da Catherine sono pezzi autentici, provenienti dagli archivi di Chanel. Durran ha raccontato a Vogue di aver contattato Elsa Heizmann, direttrice globale delle relazioni cinematografiche di Chanel, che ha selezionato meravigliosi pezzi vintage, suscitando grande entusiasmo sul set.