“Cattiverie a domicilio”: Un’analisi della commedia nera basata su eventi reali

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Questa sera, un’interessante commedia in costume, dalle tinte oscure, sarà trasmessa sulla televisione pubblica. Il film, intitolato “Cattiverie a domicilio”, vede come protagonista l’eccezionale Olivia Colman. La pellicola, diretta dalla cineasta britannica Thea Sharrock, è una narrazione brillante e singolare, che sarà disponibile su Rai 3 alle 21.25. La trama si snoda attorno all’investigazione per scoprire l’autore di missive anonime e ingiuriose, indirizzate agli abitanti della tranquilla località costiera di Littlehampton.

L’opera cinematografica, caratterizzata da una forte prospettiva femminile, riesce a mantenere l’attenzione dello spettatore grazie a un delicato equilibrio tra mistero e umorismo, culminando in un inaspettato colpo di scena finale. Il successo della pellicola è in gran parte dovuto alle straordinarie interpretazioni del cast, che include Jessie Buckley, attualmente nelle sale con “Hamnet”, Anjana Vasan, Joanna Scanlan, Gemma Jones, Malachi Kirby, Lolly Adefope, Eileen Atkins e Timothy Spall. Buckley, in particolare, si racconta abbia improvvisato una scena audace, mostrando le natiche alla polizia durante una fuga.

La storia di “Cattiverie a domicilio” si svolge nell’Inghilterra degli anni Venti, in una piccola località marittima. Edith Swan, una donna non sposata che vive con i suoi genitori, inizia a ricevere lettere anonime dal contenuto sconcio e offensivo. I sospetti si concentrano sulla sua vicina, Rose, una vedova di guerra che vive con la figlia e il fidanzato. Rose viene arrestata e si prepara per il processo, ma Gladys Moss, un’agente di polizia locale, nutre dubbi sulla sua colpevolezza e decide di condurre un’indagine parallela.

Il film prende spunto da un caso reale, noto come i “Libelli di Littlehampton”, avvenuto tra il 1920 e il 1923. Queste lettere, piene di oscenità e accuse infondate, venivano inviate a numerosi residenti della cittadina del sud dell’Inghilterra. Le riprese non si sono svolte a Littlehampton, ma nelle vicine Arundel e Worthing, che hanno fornito gli scenari per le ambientazioni urbane e marittime. Olivia Colman era la scelta ideale per il ruolo di Edith, e ha prontamente accettato la parte. Anche Jessie Buckley, sua grande amica, si è unita al progetto. Le due avevano già lavorato insieme nel 2021 nel film “La figlia oscura”, ricevendo nomination all’Oscar, pur non avendo condiviso scene dirette poiché interpretavano lo stesso personaggio in epoche diverse.

Il film affronta tematiche rilevanti come le relazioni interrazziali, che, pur non essendo proibite nel Regno Unito, erano spesso oggetto di discriminazione. Inoltre, la pellicola offre uno spunto per riflettere sui danni causati dal patriarcato, evidenziando una forte impronta femminile. Tuttavia, il film presenta alcune inesattezze storiche: la prima poliziotta asiatica nel Regno Unito apparve solo negli anni ’70, e un giudice di colore fu nominato in Inghilterra e Galles solo nel 1962. Anche un francobollo usato nel film non corrispondeva alla tariffa postale dell’epoca. Inoltre, si notano alcuni errori di continuità, come la scomparsa delle manette di Rose in una scena e le diverse firme di Edith in due inquadrature ravvicinate.

“Cattiverie a domicilio” non è solo un’opportunità per divertirsi, ma anche per riflettere sulle dinamiche sociali e sui pregiudizi di un’epoca passata, mostrando come il passato possa essere riletto e reinterpretato attraverso una lente cinematografica audace e ironica.

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