Un viaggio indimenticabile nel mondo di Marilyn: scopri la stella che si è fatta da sé!
L'omaggio del BFI a un'icona immortale
Londra, 1° aprile – Il British Film Institute (BFI) ha annunciato una poderosa retrospettiva di due mesi dedicata a Marilyn Monroe, in occasione del centenario della sua nascita. L'iniziativa, presentata alla stampa internazionale, inclusa Ciak Magazine, si propone di celebrare la figura di Monroe, riconoscendone il ruolo di "stella che si è fatta da sé".
"Marilyn Monroe: Self Made Star": Un percorso espositivo unico
Il programma, curato dalla responsabile della programmazione del BFI Kim Sheehan e intitolato "Marilyn Monroe: Self Made Star", avrà inizio il 1° giugno, in concomitanza con l'anniversario della nascita dell'attrice, e si protrarrà per l'intero giugno e luglio. Tra gli eventi più attesi, la riedizione cinematografica de "Gli spostati", l'ultimo lavoro di Monroe, un anti-western elegiaco diretto da John Huston.
"Gli Spostati": Il testamento drammatico di Marilyn
Sceneggiato dall'allora marito di Marilyn Monroe, Arthur Miller, "Gli spostati" è un dramma toccante e anticonformista che narra le vicende di cowboy dal cuore infranto e matrimoni in crisi. Con Clark Gable e Montgomery Clift al suo fianco, Monroe offre una performance memorabile, dimostrando la sua innata capacità di attrice drammatica e lasciando intravedere il potenziale inespresso di una carriera interrotta troppo presto.
Un'analisi tematica della carriera di Marilyn
La retrospettiva "MARILYN MONROE: SELF MADE STAR" è organizzata in tre sezioni tematiche per esplorare a fondo la versatilità e il talento di Monroe:
La sezione "Star Attractions" si concentra sui musical e le commedie che hanno messo in risalto le eccezionali doti di attrice, cantante e ballerina di Marilyn. Questa parte della retrospettiva celebra la sua capacità di incantare il pubblico con la sua presenza scenica e il suo carisma, attraverso ruoli che hanno definito la sua immagine di stella scintillante di Hollywood.
Nella sezione "Dramatic Turns", vengono esplorati i ruoli che hanno permesso a Marilyn Monroe di mostrare la sua profonda sensibilità e la sua statura come attrice seria. Questa parte del programma mette in luce la sua abilità nel confrontarsi con personaggi complessi e sfaccettati, svelando una dimensione più matura e intensa del suo talento interpretativo.
Infine, "Scene Stealers" è dedicata ai ruoli, anche se minori, che hanno avuto un impatto significativo sulla sua carriera. Questa sezione evidenzia come Marilyn fosse in grado di catturare l'attenzione e lasciare un segno indelebile anche con apparizioni più brevi, dimostrando la sua capacità di elevare ogni scena con la sua presenza unica.
Collaborazioni illustri e ruoli iconici
Dall'esordio in "Ladies of the Chorus" (1948) al progetto incompiuto "Something's Got To Give" (1962), Marilyn Monroe ha lavorato con i più grandi registi di Hollywood. Tra questi, Billy Wilder, Fritz Lang, Georges Cukor, Howard Hawks, Joseph L. Mankiewicz, Laurence Olivier e Otto Preminger, condividendo il set con leggende come Barbara Stanwyck, Bette Davis, Clark Gable, Cary Grant e Tony Curtis.
La visione di Kim Sheehan: l'eredità eterna di Marilyn
Kim Sheehan, curatrice della rassegna, ha sottolineato l'unicità di Marilyn Monroe come "tripla minaccia" nel mondo del cinema, capace di plasmare la propria immagine e celebrità. Ha invitato il pubblico a riscoprire la sua "presenza esplosiva" in commedie come "Gli uomini preferiscono le bionde" e "Come sposare un milionario", e la "straziante profondità" della sua interpretazione in "Gli spostati", evidenziando come anche i ruoli minori rivelino la sua eccezionale versatilità.
Marilyn tra musical e commedie: il fascino delle "Star Attractions"
In "Ladies of the Chorus" (1948), una giovane Marilyn mostra già il suo talento, gettando le basi della sua futura immagine di star. Con "Gli uomini preferiscono le bionde" (1953), al fianco di Jane Russell, la Monroe brilla nel ruolo di Lorelei, offrendo un'interpretazione iconica di "Diamonds Are a Girl's Best Friend". "Come sposare un milionario" (1953) la vede incantare insieme a Betty Grable e Lauren Bacall, mentre in "Quando la moglie è in vacanza" (1955), crea l'immagine più iconica della sua carriera, combinando sensualità e ingenua dolcezza. "Il principe e la ballerina" (1957), prodotto dalla sua stessa compagnia, la vede eclissare Laurence Olivier con la sua disinvoltura. Il capolavoro "A qualcuno piace caldo" (1959) le vale un Golden Globe per la sua interpretazione di Sugar, e "Facciamo l'amore" (1960) mette in mostra la sua maestria nel canto e nella danza.
La profondità di un'attrice: i "Dramatic Turns"
Marilyn dimostra la sua versatilità in ruoli drammatici come quello della babysitter instabile in "La tua bocca brucia" (1952) e della sensuale moglie in "Niagara" (1953). In "La magnifica preda" (1954), rompe lo stereotipo della "bionda svampita", infondendo grinta e calore materno al suo personaggio. "Fermata d'autobus" (1956) è un banco di prova per le sue doti drammatiche, con un ruolo complesso che le permette di applicare gli insegnamenti dell'Actors Studio.
Ruoli minori, impatto grandioso: gli "Scene Stealers"
Anche in ruoli secondari, Marilyn Monroe sapeva rubare la scena. In "Eva contro Eva" (1950), la sua interpretazione di un'aspirante attrice è memorabile. In "L'affascinante bugiardo" (1951), spicca come una spiritosa segretaria, presagio della sua futura celebrità. Nel film "Il magnifico scherzo" (1952), la sua segretaria sbadata conquista il pubblico con battute brillanti e un'intesa speciale con Cary Grant. "La confessione della signora Doyle" (1952) la vede sorprendentemente naturale nei panni di Peggy, una ragazza operaia in bilico tra le aspettative di genere e il desiderio di indipendenza. Infine, in "Follie dell'anno" (1954), eclissa la leggenda del musical Ethel Merman con le sue splendide interpretazioni musicali.
Le "Marilynspirations" e la sua voce autentica
La retrospettiva include anche "Marilynspirations Double Bill", un programma che esplora le influenze cinematografiche della giovane Norma Jeane, con proiezioni di "Hold Your Man" (1933) e "Cleopatra" (1934). "Marilyn in Her Own Words" presenta due documentari, "Marilyn on Marilyn" (2001) e "Norma Jean Alias Marilyn Monroe" (1987), che attraverso registrazioni audio e interviste, rivelano l'intelligenza e l'umanità dietro la star, offrendo una prospettiva intima e autentica sulla sua vita e carriera.
Eventi speciali e approfondimenti sulla carriera di Monroe
La retrospettiva si aprirà con una tavola rotonda con ospiti speciali, che condivideranno filmati e riflessioni sulla vita, la carriera e l'eredità di Marilyn. "Marilyn Monroe 25 and Under Intro" offrirà una guida introduttiva al suo percorso verso Hollywood e al suo impatto duraturo sulla cultura pop. Un dibattito su "Something's Got to Give" (1962), il suo ultimo film incompiuto, esplorerà le vicende dietro la produzione. Inoltre, una "Marilyn Monroe Study Day" approfondirà la sua celebrità e la sua evoluzione artistica. Ulteriori dettagli sugli eventi e gli ospiti saranno annunciati a fine aprile.